mercoledì 19 ottobre 2022

Un Ciao che ha trasformato una vita

 Ieri, 18 ottobre, la pagina dei ricordi di Facebook mi ricordava che 10 anni fa, avevo scritto il primo "CIao" a Cristian iniziando cosi il rapporto che ha travolto e stravolto la mia vita. 

Quando ci penso mi viene ancora da ridere, perchè quel saluto è stato il primo passo verso il mio cambiamento personale; la persona che ero era timida e insicura, si nascondeva dietro una tastiera per esprimersi perchè si sentiva derisa e provava un gran senso di fallimento. Ma da lì a poco tempo ha iniziato a guardarsi allo specchio con amore, con un sorriso: iniziava a perdere peso, stava superando gli esami universitari, si stava incamminando nel mondo imparando ad amarsi dalla persona che aveva accanto, e non era mai stata così fiera e orgogliosa di se stessa,

Come tutte le cose belle, anche questa parentesi paradisiaca è finita (e se posso dirla tutta, secondo me era troppo presto!) e mi sono trovata a dover raccogliere i cocci della mia anima frantumata.: il mio Cristian era morto e aveva portato con se i miei sogni di una vita insieme. 

Non ho ancora conosciuto nessuno che abbia vissuto la stessa tragedia per potermi confrontare, poter dare risposte ad alcuni dei miei dubbi, per poter esprimere dolore, nostalgia e amore senza venir giiudicata come sbagliata, bacata, marcia.

Non sapendo come affrontare il dolore, stavo cedendo. Pensavo solo a raggiungerlo, pur essendo cansapevole che avrei arrecato altro dolore alla mia famiglia, ai miei amici, a me stessa perchè mi sarei tolta ogni possibile scenario futuro.

Ho cercato di riplasmarmi al meglio delle mie possibiltà, ho cercato di prendere il meglio della persona che sono sempre stata, ma ho sbagliato qualcosa perchè ora mi riesco a guardare con amore e orgoglio, ma sono diventata anche esigente, caparbia, a volte estrema nelle reazioni.

Sono passati 10 anni da quel "Ciao" che ha cambiato la mia vita, e nonostante tutto, non sono pentita dei passi che ho fatto, delle scelte che ho preso, del grande amore che ho provato (e che ancora provo perchè, ora lo so, l'amore vince anche la morte), del dolore che mi ha straziato, 

Se mi stai leggendo, vorrei solo dirti Grazie mia piccola grande cometa, Grazie per avermi travolta e trasformata in una farfalla che può toccare il cielo, Granzie per avermi insegnato ad amarti ed amarmi, Grazie per avermi regalato un sogno relae, peccato che sia durato troppo poco perchè io avrei voluto viverti per sempre.

lunedì 22 febbraio 2021

Ricominciare a scrivere

La magia di una pagina bianca, di una schermata che vede delineare i miei pensieri, una parola dopo l’altra, per dare espressione al turbinio che aleggia nella mia testa. Per tanto tempo Facebook, con la domanda “A cosa stai pensando?” mi regalava l’emozione di dare forma alle mie emozioni, per poi essere rimproverata dalla mamma di aver scritto qualcosa di sgradevole.
Eh già, non posso ricordare Cristian, non posso dedicare un post alla scomparsa della nonna, e così, all’infinito.
La verità è che se non le scrivo, le mie emozioni stagnano dentro di me, dando origine a momenti negativi e veramente malsani, come il prurito nervoso, grazie al quale mi tolgo la pelle del braccio sinistro per lo sfregamento delle mie unghie, oppure indigestioni e mal di stomaco.
Scrivere è una “terapia”, una valvola di sfogo, un canale dove posso far emergere emozioni e sentimenti senza arrivare a farmi male. Scrivere è tirar fuori la mia vera identità che molto spesso resta celata dietro un velo di “normale” apparenza. Scrivendo emergono la sensibilità e il “mal de vivre” (alla Baudelaire) che mi accompagnano in questo viaggio nel mondo, la mano stretta ai miei ricordi d’Amore e tenerezza, alla ricerca di un sorriso e del perdono per non aver compreso un dolore troppo forte per esser sopportato ancora, anche per un giorno soltanto. Non riesco a non sentirmi responsabile della serenità di chi mi sta accanto, di chi condivide con me ferite e cicatrici, perché conosco bene il dolore e la solitudine, la pazzia e l’insofferenza per questa mancanza di umanità che spinge a chiudere gli occhi per evitare di vedere il dolore altrui.
© VaLentikkia

mercoledì 17 febbraio 2021

Ciao Signora Nonna!

 

Voglio ricordarti così, felice e circondata dalla tua famiglia! Essermi sposata il giorno del tuo compleanno mi ha permesso di poterti regalare una festa di compleanno con tutte le persone che hanno avuto l’onore di volerti bene..
Mi ricordo la ramanzina di quel 5 ottobre 2012, che mi ha smosso qualcosa dentro e che mi ha spinta a provare a impegnarmi davvero in qualcosa.. In poco tempo mi sono laureata, ho trovato l’Amore e poi.. Poi è arrivato il momento più buio e tu mi hai preparato un letto in sala, un rifugio, soprattutto da me stessa, mi hai consigliato libri, hai provato a nascondermi i fagioli nell’insalata e io te li ho sputati tutti, uno a uno. E non mi hai più ingannata.
Hai aspettato la mia serenità prima di andartene, hai provato l’emozione di essere bisnonna. Ed ora spero tu possa raccontare al nonno di questi 60 anni che hai vissuto senza di lui, parlandogli dei vostri figli, dei vostri nipoti e della bisnipote, con lo sguardo di chi si è aspettato con Amore per tutta la vita!
Mi è mancato il tempo per salutarti, per regalarti ancora qualche momento sereno insieme, per essere ripresa ma anche coccolata dalla tua saggezza..
Buon viaggio nonna, e mi raccomando, ora fai una bella ramanzina anche a Bubu, e ogni tanto allunga il tuo sguardo su di noi quaggiù che non smetteremo di volerti bene..

© VaLentikkia

mercoledì 27 gennaio 2021

Chi sono

 A volte mi guardo allo specchio e non so come potermi descrivere, so chi ero, cosa ho perso, chi vorrei essere e cosa vorrei fare, ma se mi chiedono come mi identifico, vacillo.
Si potrebbe iniziare dall’età: ho 35 anni da poco più di 3 mesi. E da un anno e mezzo circa, vivo a Cadelbosco di Sopra con l’uomo che ho sposato e che ha saputo prendere “un gatto randagio” come moglie.
Perchè mi definisco un gatto randagio? Sono stata da sola 4 anni, dopo aver perso Cristian, mi è servito tempo per rimettermi in piedi, per imparare a non lasciar uscire il dolore del buco nero che si è inghiottito il mio cuore ed il mio stomaco la mattina del 21 maggio 2014. Il giorno in cui ho smesso di vivere. Ho ricordi confusi di ciò che succedeva intorno a me, ma ricordo le mie emozioni: mi sembrava di aver davanti un muro nero che aveva cancellato tutti i miei “domani”, tutti i miei sogni, tutta la mia vita. Come si può decidere di metter fine alla propria vita a 26 anni? Come si fa a rinunciare a tutti i sogni, ai progetti, alle cose da fare? Ancora non mi so dare una risposta, so solo che mi manca da togliere il fiato ogni volta che mi fermo ad ascoltare il lamento del mio cuore, e ci sono giorni in cui anche i “ricordi” di Facebook sono lame che riaprono ferite che non si chiuderanno mai.
Ma soprattutto sono testarda, indipendente e schiva, come un gatto, appunto. Proclamo al mondo i miei ideali di amore, di rispetto, di lealtà, di fiducia, e se succede che qualcuno si comporta “male” con me, mi distanzio, in silenzio, con il passo felpato di un felino.

© VaLentikkia


giovedì 21 giugno 2018

Pesciolina innamorata?


Sono felice, con un sorriso da triglia di cui poche persone non si accorgono..
Sento il mio cuore battere, sento il desiderio di correre incontro a questo domani che ha il sapore dolce di un frutto maturo..
Sono felice e non smetterei mai di ringraziare colui che ha preso la mia mano per trasformare il mio broncio in un sorriso che parte dal punto più profondo del mio cuore..
Adoro lo sguardo stupito con cui mi osserva, adoro la sua capacità di tranquillizzare e rassicurare ogni mio timore, anche quelli infondati, che partono dalle ferite ancora aperte della mia anima, adoro il suo continuo bisogno di contatto perché anche io, se non lo tengo stretto, non riesco a credere che tutto questo sia davvero reale..
Sono felice perché provo emozioni e sentimenti che credevo dimenticati, persi per sempre.. Ma che, grazie al mio pesciolino, sono tornati, forti e potenti, con il desiderio di progettare e vivere una vita intera insieme..
Sono felice, e mentre tengo il mio ragazzo per mano, alzo gli occhi al mio cielo azzurro, gli sorrido e lo ringrazio per il dono di aver trovato questo bellissimo dono nel mio destino!
© VaL

venerdì 16 febbraio 2018

Gli effetti della BuonGiorno terapia..

Quando avevo appena perso Cristian e stavo elaborando il lutto frequentando lo studio di una psicologa, ho iniziato ad analizzare cosa mi faceva male fino a impazzire. 
Il senso di solitudine, la sensazione di sentirmi così perennemente fuori tempo e fuori luogo in qualsiasi circostanza e insieme a qualsiasi persona. 
Sapevo che il compito professionale della psicologa non era ne essermi amica, ne mettermi accanto persone disposte a volermi bene. Quindi, da qui, era nata la mia BuonGiorno terapia! Tramite un messaggio tramite Whatsapp, ogni mattina, scrivevo qualche riga e un pensiero per caricare me stessa ed i riceventi di un buon motivo per affrontare la giornata che avevamo davanti con un sorriso.

Nelle ultime settimane, dopo la delusione dell'ennesimo ragazzo in cerca di un inzuppo semplice, non riuscivo a riprendermi, così ho ripreso questa sana abitudine.. Il mio messaggio raggiunge una ventina di persone, ed io mi sento meglio perché ho la spinta positiva per iniziare la giornata, l'allegria per partire carica già dal risveglio. E se qualcuno non mi vuole o non è capace di attendere i miei tempi, io non mi lascio intimorire o intristire..
Prima o poi arriverà la persona giusta che saprà darmi valore., o almeno ci spero ancora!
© VaL

mercoledì 24 gennaio 2018

Girelle al salmone

🍴Oggi cucino io: GIRELLE AL SALMONE 🍴


INGREDIENTI:

  • Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
  • Una confezione di formaggio fresco spalmabile: io ho scelto l'Exquisa alle erbe, nel formato da 175 gr)
  • 200 gr di salmone affumicato
  • Sale e pepe q.b.
  • Un po' di latte per spennellare le girelle

PROCEDIMENTO

Su un tagliere, ridurre le fette di salmone affumicato in pezzetti piccolissimi.
In una ciotola, amalgamare il formaggio con il salmone e condire di sale e pepe a piacere.
Stendere il foglio di pasta sfoglia sulla carta forno incluso nella confezione, e ricoprirlo della farcia.
Arrotolare il rotolo dal lato lungo facendo attenzione a non perdere la farcitura!
Lasciare riposare una mezz'oretta in frigorifero.
Tagliare il nostro rotolo in tante piccole girelle di circa 1,5 / 2 cm e stenderle su un foglio di carta da forno.
Spennellare le girelle sui lati e in testa con il latte.
Infornare a 175° per 20 minuti circa, o finchè non diventano dorate.

Sono pronte da gustare!
Buon appetito!!
© VaLentina Kiara