martedì 12 novembre 2013

Risalire è sempre la cosa più difficile

 Risalire è sempre la cosa più difficile.

Buttarsi a terra. credere di aver fallito, sentirsi una brutta persona, malata, aliena e strana è facile… Ma prova a riprenderti, a emanare forza, ti sentirai stanco. Quando non vedrai i risultati del tuo impegno perché il peso è sempre uguale, quando ti accorgerai di andare in crisi per un pacchetto di crackers normali e non integrali, ti ritroverai a chiederti, con le lacrime agli occhi, “e adesso cosa faccio?”. Devo pensare che non sono sola, ho amici accanto, persone che mi vogliono vedere stare bene, e non si vergognano a dirmi che sanno cosa provo, tirano fuori dai loro ricordi le mie stesse preoccupazioni, le mie stesse paure, le mie stesse emozioni. La strada è lunga. Il lavoro principale devo farlo sulla mia testa, e poi sul mio corpo. Devo riuscire ad accettarlo, come lo accettavo, seppur malvolentieri, 2o kg fa. Devo guardarmi allo specchio e non sentirmi difettosa.

Ci proviamo insieme? Mi metto davanti allo specchio. Chiudo gli occhi, respiro forte, li riapro. Cosa vedo? Cerco i difetti del mio corpo. Riesco a identificare le ossa del bacino. Riproviamo! Chiudo gli occhi, respiro forte, meglio rifarlo, sono pronta e li riapro. Vedo due occhi sorridenti, due occhi di una persona felice. Vedo una persona che si credeva fallita, che l’anno scorso stava qui, davanti allo stesso specchio, con le spalle curve, stanca di essere al mondo. La vedo rifiorita, la vedo laurearsi. Forse non a dicembre, ma a febbraio oppure aprile. Vedo una persona che ce l’ha fatta, che le piace stare in compagnia e ridere, che le piace far tardi, che non si addormenterebbe mai… Una persona innamorata, della persona che ha di fianco e della vita stessa. Una persona che non vede l’ora che arrivi l’estate 2014 per andare al mare, e già progetta di restarci per sempre, di trasferirsi dove il mare che tanto ama può vederlo tutti i giorni. Vedo una persona che sa sognare, che sa apprezzare i colori, la vita, la natura. Una persona che odia il freddo, ma che adora i colori autunnali, le castagne. Una persona a cui manca muoversi, che sia un giro in bici oppure una passeggiata. Una persona che è forte perché non si è mai arresa, anche quando voleva mollare lo studio. Una persona che è circondata da persone che le dicono di quanto bene ha portato nelle loro vite. Una persona con il medio facile e la risata spontanea, una che non si sente a disagio in mezzo a gente sconosciuta, eppure qualche mese fa lo sarebbe stata. Mesi fa non avrebbe mai pensato di uscire in mezzo a sconosciuti, non avrebbe provato a dire la sua opinione e sorridere agli altri. Se sarebbe stata costretta ad andare, avrebbe sbarrato gli occhi, si sarebbe sentita a disagio, e avrebbe rotto le balle per tornare a casa.

Non sono bella, devo imparare a fregarmene. Devo imparare a pensare di esserlo per le persone che per me contano di più: il mio ragazzo, i miei amici.. Se per loro sono bella con le mie manie, coi miei difetti, con la luna storta. Se per loro sono bella e riescono a vedermi sia dentro che fuori, vorrà dire che lo sono davvero, no? Perché se non gli piacessi passerebbero il loro tempo con me? No, non credo. Forse non mi cercherebbero neppure. Devo imparare che la bellezza non nasce da fuori, ma da dentro, dall’amore e dall’affetto che escono dal nostro cuore. L’aspetto esteriore è solo apparenza… Devo imparare a volermi bene per come sono, a saper vedere oltre i difetti estetici perché sotto c’è una persona che è una meraviglia e si sta ammalando. E non deve farlo. Deve star bene, se vuole tornare in palestra, se vuole andare in bici, se vuole andare al mare l’estate prossima.

E risalire, per la fenice che è nascosta dentro di me, deve essere possibile. Ho vinto la depressione, e sono tornata a vivere, ce l’ho fatta con l’università. Devo farcela anche adesso e trovare il mio equilibrio. Perché la mia vita è qui, è con le persone che amo, e che sperano in un futuro lungo e sereno insieme. La mia vita è nei sogni che devo ancora realizzare, soprattutto la maternità.

Devo star bene, devo risalire.

Lo devo fare, per me stessa, per Cris, per i miei sogni, per i miei amici, per i figli che vorrei, per i viaggi che mi aspettano, perché  è ora di diventare grande!

© VaL

mercoledì 6 novembre 2013

Problema?!

Ho un problema con il cibo. E me ne devo rendere conto prima che sia tardi. Mangiare è fatica, è introdurre calorie che non penso di riuscire a bruciare.

La mia paura di prendere peso vince tutto il resto: la fame, il rapporto col mio ragazzo e con la mia famiglia. Ho promesso che stavo sopra i 60 kg, e ho fallito. Ho promesso che sarei tornata sopra ai 60 kg, e invece di mettere su peso, calo. Con un ritmo scarso rispetto a quest’estate, ma continuo a calare. Ho perso in tutto all’incirca 20 kg. E ho il brutto vizio di guardare le calorie su ogni cosa che mangio. Il mio obiettivo? Stare sulle 400 kcal a pasto. Se ne mangio di più mi vengono i sensi di colpa e mi arrabbio con me stessa. Son sempre stata golosa, di cose salate o croccanti, ma ora schifo quasi tutto quello che è commestibile.
So che tutto questo è un problema, che mi porterà a stare male, ma ho la convinzione che adesso sto meglio rispetto a prima e ho paura di tornare ai livelli di qualche mese fa, quando pesavo 78 kg e avevo frequenti emicranie e giramenti dovuti alla bassa pressione. La mia fobia è di re ingrassare in un colpo, è di perdere questo controllo che, stupidamente, sono convinta di avere sul mio corpo. Forse sono solo una persona stupida che ha trovato l’ennesimo modo per farsi del male. O più probabilmente sono solo una persona che non riesce a piacersi. Quando mi guardo allo specchio vedo solo le cosce grosse, i polpacci grossi, il doppio mento, le braccia flaccide e i fianchi grossi. Non mi piaccio, quello che vedo non è quello che vorrei vedere. Non mi piace nemmeno il mio viso. Non mi piaccio e forse il problema nasce da qui, da questo malessere interno, questo conflitto con me stessa. Non mi definirei mai “bella”, nemmeno “carina”. Mi sento sotto alla media. Vedo intorno a me ragazze decisamente molto più belle, e mi sembra di non poter competere. Quando le amiche mi chiedono un consiglio oppure un parere dico sempre che la bellezza sta nel sapersi accettare, nel voler bene a se stesse. Ma sono la prima che non si vuole bene, o almeno abbastanza bene da accettarsi così com’è.
Ma ora questo problema che mi è sempre sembrato piccolo mi sta portando a litigare con la persona che amo, a soffrire di questa situazione. E la paura di perderlo mi riempie gli occhi di lacrime e mi chiude lo stomaco. Non so cosa fare, non so a chi chiedere aiuto per risolvere questo problema prima che diventi insormontabile, prima che mi porti via tutto ciò che di meraviglioso c’è nella mia vita.

Ieri è venuto Cristian a prendermi, dato che non ero pronta l’ho fatto entrare e ha parlato coi miei. Per mia mamma sono “anoressica” e non perde occasione per gettarmelo in faccia, esattamente come prima ero “grassa”. Non le vado bene, ma ho la sensazione di non esserle mai andata bene. Sono la figlia cercata, ma quella che non va mai bene, che non è perfetta, che non è brava. Sono la pecora nera di casa. Siamo andati a far spesa per cenare insieme da lui, ma so che è arrabbiato con me, perché ultimamente litighiamo sempre per la mia alimentazione… “Chiama che ceni a casa!” mi dice poco prima di arrivare in cassa, lo guardo dubbiosa ma non mi muovo: continuo a seguirlo docile, con le braccia incrociate, lo sguardo triste.

Davanti a casa mia, inizia a parlare, nervoso si chiede “perchè, perchè, perchè?”, mentre a me le lacrime bruciano e non riesco più a trattenerle.. “Lo sai che stai rovinando tutto?” mi dice… Ed ecco che appare papà, lo invita a entrare, a fermarsi qui. Seduti in cucina papà mi difende dicendo che sto bene così, mamma e Cristian fanno comunella dicendo che ora è troppo, che non posso continuare a calare, a mangiare come un uccellino, e poi appena mi muovo un po’ precipito col peso.
Sono 58,6 kg, in pieno ciclo. Ma sono due mesi che la variazione mensile non incrementa il mio peso. Ma so che il lunedì ho sempre il peso minore della settimana, poi lo recupero piano piano, circa 6 etti in una settimana, poi di colpo riprecipito. Sono due mesi che mi sto cercando di riportare sopra ai 60 kg (valore limite che mamma e moroso mi hanno imposto) ma non ci riesco… Arrivo a 59,8 kg ma poi arriva il weekend.
Ieri sera poi, e stamattina Cristian non mi ha cercata. Un silenzio stampa che mi ha squarciata dentro. Non ho fame, non ho sete, vorrei solo spegnere l’interruttore della mia vita. Per adesso ho spento quello del wifi e del 3g sul cellulare, nessuno a parte il moroso mi manda ancora SMS, ma a quanto pare non lo fa nemmeno lui.. Non voglio che finisca così, non voglio che finisca. Io lo amo, ma non so cosa fare… E lui sa che ad ogni nostra crisi reagisco allo stesso modo: lacrime a non finire e stomaco chiuso. E’ per una nostra litigata che non ho toccato cibo per 24 ore, solo acqua e 17 km in bici a tutta birra. E’ così che mi sto rovinando. Litigando, discutendo. Per cosa poi? Non c’è nessun altro, stiamo bene insieme, ma il mio rapporto sbagliato col cibo, sta danneggiando anche il rapporto col mio uomo.

© VaL