lunedì 22 febbraio 2021

Ricominciare a scrivere

La magia di una pagina bianca, di una schermata che vede delineare i miei pensieri, una parola dopo l’altra, per dare espressione al turbinio che aleggia nella mia testa. Per tanto tempo Facebook, con la domanda “A cosa stai pensando?” mi regalava l’emozione di dare forma alle mie emozioni, per poi essere rimproverata dalla mamma di aver scritto qualcosa di sgradevole.
Eh già, non posso ricordare Cristian, non posso dedicare un post alla scomparsa della nonna, e così, all’infinito.
La verità è che se non le scrivo, le mie emozioni stagnano dentro di me, dando origine a momenti negativi e veramente malsani, come il prurito nervoso, grazie al quale mi tolgo la pelle del braccio sinistro per lo sfregamento delle mie unghie, oppure indigestioni e mal di stomaco.
Scrivere è una “terapia”, una valvola di sfogo, un canale dove posso far emergere emozioni e sentimenti senza arrivare a farmi male. Scrivere è tirar fuori la mia vera identità che molto spesso resta celata dietro un velo di “normale” apparenza. Scrivendo emergono la sensibilità e il “mal de vivre” (alla Baudelaire) che mi accompagnano in questo viaggio nel mondo, la mano stretta ai miei ricordi d’Amore e tenerezza, alla ricerca di un sorriso e del perdono per non aver compreso un dolore troppo forte per esser sopportato ancora, anche per un giorno soltanto. Non riesco a non sentirmi responsabile della serenità di chi mi sta accanto, di chi condivide con me ferite e cicatrici, perché conosco bene il dolore e la solitudine, la pazzia e l’insofferenza per questa mancanza di umanità che spinge a chiudere gli occhi per evitare di vedere il dolore altrui.
© VaLentikkia

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