Oggi è mercoledì 21 ottobre 2015.
Sono passati 17 mesi da quella maledetta mattina in cui il mio intero universo crollava su se stesso con quella notizia.
Cristian non c’è più.
Ancora oggi quelle 4 parole mi sconvolgono e mi gelano l’anima.
Oggi in cui mi ero data la mia ‘scadenza’, come un alimento deperibile.
In questi 17 mesi ho lottato e sofferto, ho pianto ed urlato il mio dolore, mi sono strappata e lacerata l’anima, ma ho anche cercato di ricomporre me stessa e la mia identità..
Nel tormento, ho messo le spine intorno al mio cuore, ho disimparato a voler bene, ho messo ostacoli all’avvicinamento di nuove persone, …
Ma non è stato tutto negativo: ho toccato il fondo e ho imparato ad occuparmi, per prima, di me stessa, a non lasciarmi sola, attraverso il messaggio del BuonGiorno mi sono alzata ogni mattina, ho sorriso all’incognita del domani, e piano piano sono rifiorita.
La strada è ancora lunga, gli amici che mi tengono la mano e che sono punti di riferimento necessari ci sono e in mezzo a tutto questo c’è lui.. Un piccolo disastro. Ma che vuole esser presente, che vuole ‘farmi bene’, la mia medicina. Pazzo, passionale e impulsivo. Ma allo stesso tempo riflessivo e ponderato. È il mio piccolo punto di domanda da cui oggi prendo la carica e sposto la mia ‘data di scadenza’ di altri 11 mesi, al prossimo mercoledì 21… 21 settembre 2016
Avevo chiesto a Cristian di insegnarmi ad amare di nuovo. Gli avevo chiesto di stringersi un po’ nel mio cuore, per lasciare entrare l’aria fresca della vita e qualcuno che possa esaudire il suo desiderio di vedermi felice.
E mentre lui mi manca ogni giorno, so che respira con ogni mio respiro, sorride in ogni mio sorriso e che, probabilmente, questo bel disastro piacerebbe anche a lui.
Mi merito di esser felice?
© *VaL*
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